| Iuvenes -cavalieri addobbati- 6x6 cm. |
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E‘ un lavoro che nasce ispirandosi alla figura del cavaliere che fra l' XI ed il XIII secolo viene a trasformarsi in elemento attivo della piccola aristrocazia europea
-sopratutto francese; ma, seguendo il modello francese, anche quella anglo-normanna, tedesca, spagnola e italica- denominati iuvenes, ovvero cavalieri da poco "addobbati", cioè che hanno appena ricevuto le armi durante la cerimonia di vestizione e che sciamano raggruppati in più o meno numerose comitive fuori dal loro ambiente abituale inseguendo sogni, ideali di sicurezza e di prestigio sociale.
Loro ottimale punto d'arrivo era un buon matrimonio, possibilmente con una dama di condizione più alta e di facoltà economiche più ampie delle loro al fine di una volontà di accasamento e di affermazione sociale: la feudataria bella, fredda e lontana, è metafora di una molto meno inaccessibile ereditiera alla quale si può giungere dimostrando audacia e valore.
Da ciò ne deriva uno strano contrasto fra dimensione professionale e quasi vocazionale dell'esser cavaliere da un lato, e l'abilità esistenziale della condizione cavalleresca.
I secoli XII-XIII, che tradizionalmente si sogliono indicare come l'acme dell'età equestre nel nostro Medioevo, segnano il trionfo della cavalleria. Poeti, trattatisti, persino teologi e agiografi sembrano non parlare d'altro; cronisti e pittori non fanno altro che rimandarci lucenti riverberi delle cerimonie di addobbamento; l'aristocrazia e persino i re tralasciano i loro titoli per fregiarsi semplicemente del titolo di Cavaliere, che viene ambito dai ceti ascendenti dai nuovi ricchi delle società urbane e dalla "gente nova", facendo nascere numerose giostre cavalleresche in tutta europa. |
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Iuvenes -cavalieri addobbati- 6x6 cm. |
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